
Jannik Sinner ha rotto il silenzio. In un’intervista carica di emozioni, il tennista numero uno al mondo ha raccontato per la prima volta il dolore e la delusione vissuti in seguito alla sospensione di tre mesi imposta dopo il ricorso del WADA, nonostante la sua precedente assoluzione da parte dell’International Tennis Integrity Agency (ITIA).
«È stata una delle decisioni più difficili della mia vita», ha dichiarato Sinner visibilmente commosso. «Ero stato dichiarato innocente. Ma il WADA ha deciso di appellarsi e, per evitare una squalifica ancora più lunga, ho scelto il male minore: accettare una sospensione di tre mesi.»
La sospensione, iniziata il 9 febbraio 2025, ha impedito a Sinner di partecipare a tutti i tornei ufficiali, compreso il prestigioso Masters di Monte Carlo. Tuttavia, a partire dal 13 aprile, gli sarà permesso riprendere gli allenamenti ufficiali, e il suo ritorno in campo è atteso con grande trepidazione all’Open d’Italia a Roma, in programma dal 7 maggio.
Il caso che ha coinvolto Sinner è nato dopo due test antidoping risultati positivi al clostebol, una sostanza vietata. L’indagine ha rivelato che il contaminante era presente in uno spray utilizzato dal suo fisioterapista durante un trattamento. Nonostante la mancanza di dolo, il WADA ha insistito sul ricorso, costringendo il campione altoatesino ad accettare una pena per evitare rischi peggiori.
«Mi sono sentito tradito dal sistema», ha confessato. «Ma non potevo permettermi di stare lontano dai campi per due anni. Ho pensato ai miei sogni, ai tifosi, alla mia famiglia. Ho deciso di accettare e andare avanti.»
I tifosi e il mondo del tennis si sono stretti attorno a Sinner, applaudendone la trasparenza e la forza d’animo. Ora, l’Italia intera attende il suo ritorno con il cuore colmo di speranza.